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martedì 19 aprile 2011

Il Ficus Benjamin


Proveniente dalle zone tropicali dell'Asia, è una pianta che molto ben si adatta alle condizioni climatiche delle nostre case, in cui va posizionato in un luogo luminoso ma lontano dai raggi diretti del sole, dalle fonti di calore e dalle porte, in quanto teme le correnti d'aria improvvisi e gli sbalzi di temperatura.

Annaffiare regolarmente tutto l'anno evitando i ristagni d'acqua. In Estate è preferibile annaffiare 2 volte alla settimana mentre in inverno ogni 10-15 giorni è sufficiente. In primavera aggiungere del concime all'acqua dell'innaffiatura. Nebulizzare le foglie una volta al mese.

Un buon accorgimento consiste nel mettere dell'argilla espansa nel sottovaso del nostro Benjamin sempre umida. L'acqua che gradatamente evapora mantiene la giusta umidità.

In primavera volendo si può potare in punta per evitare che cresca troppo e che le foglie si concentrino solo sulla chioma.

Si rinvasa ogni 2 o 3 anni.

lunedì 18 aprile 2011

I Ciclamini


Il Ciclamino è una pianta piuttosto delicata di origine Europea, ma diffusa in tutto il pianeta.

Ne esistono numerose varietà adatte sia all'appartamento che al giardino. Quelli rustici hanno fiori meno importanti ma ugualmente molto belli e colorati.

Fioriscono da Novembre ad Aprile.

Molto sensibile agli sbalsi di temperatura e i umidità, gradisce la semi ombra. Durante la primavera, l'inizio dell'estate e all'inizio della fioritura, le piante vanno annaffiate e concimate regolarmente. A Settembre occorre rinvasarli in vasi dello stesso diametro e con lo stesso tipo di terriccio.

Si producono esclusivamente dai semi, acquistati o prodotti in casa tramite impollinazione artificiale effettuata con un  pennellino. I semi sono abbastanza grandi da essere piantati singolarmente in germinatoio. 
Quando le nuove piantine hanno sviluppato la seconda foglia, si possono trapiantare in vasi di 6cm di diametro, e vanno conservate ad una temperatura costante di 18 °C e terriccio umido. Quando le piantine si sono molto ben sviluppate si possono trapiantare in vasi da 16cm di diametro.

Durante qualsiasi operazioone di rinvaso assicurarsi che la radice tuberosa rianga a pelo del terriccio.

domenica 17 aprile 2011

Il Tronchetto della Felicità




La Dracaena, più conosciuta col nome di "Tronchetto della Felicità", è una tra le piante più presenti nelle nostre case per la sua longevità e relativa facilità nella coltivazione.

Al genere Dracaena appartengono numerose specie simili tra loro, ma che variano nell'altezza del fusto e nel colore delle foglie.

Il nome "Dracaena" deriva dal greco "drakaina = drago" riferendoci alla Dracaena draco. Questo albero, infatti, era considerato dai "Guanci", popolazione delle isole Canarie, un drago e gli attribuivano proprietà magiche (perchè dotato di diverse capacità terapeutiche). Tale credenza era dovuta al fatto che la linfa, rapprendendosi, diventa rossa come il sangue del drago.
Tra gli antichi Romani la linfa veniva usata come colorante e successivamente nel medioevo, dagli alchimisti per le sue proprietà terapeutiche.

Originaria dell'Africa e dell'Asia, vive bene in climi caldi e umidi con temperature intorno ai 26°C. Non ama il sole diretto ma ha bisogno di molta luce, quindi il luogo ideale per posizionarlo è una finestra esposta a Nord-Est.

Tra la primavera e l'Estate va annaffiato parecchio, ma senza ristagni di acqua. Nebulizzare tutti i giorni acqua sulle foglie. Nel periodo invernale invece, va tenuto il terriccio appena umido.

Va rinvasato almeno ogni 3 anni perchè ama spazio per le radici. Concimare con concime ad alto tenore di azoto in primavera. Non va potato, ma vanno tolte periodicamente le foglie secche con attrezzo disinfettato.

Si moltiplica per talee apicali del fusto o da germogli basali.




venerdì 15 aprile 2011

L'influenza della Luna sull'uomo.



La Luna è il corpo celeste più visibile dopo il Sole, da sempre suo antagonista e rivale nel dominio della volta celeste.

Fonte d'ispirazione per artisti, romantici e cuori solitari, ha da sempre stuzzicato la fantasia delle menti sensibili dando la possibilità di creare miti, leggende ed infinite credenze a cui molti ancora oggi credono.

Tra le credenze più seguite possiamo citare: influenze meteorologiche e sui cambiamenti climatici, influssi sui terremoti e sui flussi magmatici, influenze sulle pratiche agricole, influssi sulla biologia e sulla psiche umana.

Per quanto riguarda il fondamento scientifico di queste credenze, per alcune di loro ne è stata provata la veridicità, per altre ne sono stati provati gli effetti ma non le cause, altri ancora rimangono senza nessun fondamento.




L'effetto maggiormente conosciuto è, logicamente, il movimento delle maree.

La luce riflessa dalla Luna è molto debole rispetto a quella del sole, e quindi non riesce ad alimentare la fotosintesi, ma provoca in alcune specie dei movimenti particolari chiamati "Tropismi". Inoltre alcuni organismi marini svolgono la riproduzione in relazione alle fasi lunari.


Vi sono poi un'innumerevoli cose da fare, o non fare, a secondo delle fasi lunari.

Mio padre mi insegnò un semplice proverbio per riconoscere quando la luna è crescente o calante: "Gobba a ponente, luna crescente; Gobba a levante, luna calante".


Le altre due fasi principali della Luna sono il Plenilunio (Luna Piena), ed il Novilunio (Luna Nuova, cioè quando la luna è totalmente invisibile all'occhio umano).

Cose da fare con la Luna Piena: raccolta delle piante aromatiche e si mettono a dimora i bulbi.

Cose da fare con la Luna Calante: diete disintossicanti e dimagranti, tagliare i capelli per averli più folti e forti, pulizia profonda della pelle, massaggi rilassanti e linfodrenaggio, fare la ceretta, potature delle piante e preparazione dei terreni, concimazioni e l'estirpamento delle erbacce, travasi e messa a dimora delle piantine.

Cose da fare con la Luna Nuova: liberarsi di un'abitudine (come smettere di fumare), riposarsi.

Cose da fare con la Luna Crescente: diete ricostituenti, assunzione di integratori alimentari, tagliare i capelli per farli crescere più velocemente, fare maschere di bellezza, regolare le ciglia, semina e moltiplicazione delle piante.

... e poi ditemi voi come non si può rimaner affascinati
ed imbambolati di fronte a questo spettacolo...

mercoledì 13 aprile 2011

Le Sensitive: La mimosa pudica


La Mimosa Pudica è una bellissima poco conosciuta di nome, della famiglia delle acacie, ma sempre più comune nei parchi e nei giardini pubblici.



Questa è la vera Mimosa. Quella più comunemente conosciuta infatti (nella figura al lato), si chiama Acacia Dealbata e non è dal punto di vista botanico un mimosa.



Originario dell'America meriodionale, ha la particolarità che nelle ore notturne, o in caso di contatto, di chiudere le foglie. Da quì il nome "pudica". Nel suo ambiente naturale questa “strategia” è utile alla pianta in caso di attacco da parte di animali che vogliono cibarsene.

Tutte le parti della pianta sono tossiche se ingerite.

In primavera inoltrata produce piccoli fiori rosa simili ai soffioni. Dopo poco spuntano lunghe foglie pennate, costituite da piccole foglioline ovali-ellittiche, appiattite.

Si pongono a dimora in luogo soleggiato, non teme il gelo. Va annaffiata e concimata dalla primaverà all'autunno, mescolando il concime con l'acqua delle irrigazioni.

Si moltiplica per seme in Primavera, o per talee semilegnose in Estate.

martedì 12 aprile 2011

Le Ortensie



Le Ortensie, nome scentifico "Hydrangea", sono dei bellissimi fiori. Ne esistono sostanzialmente 2 varietà principali:

1. La Hydrangea petiolaris, che è un arbusto rampicante deciduo, rustico nelle regioni a clima temperato.
Va piantata in Ottobre-Novembre o in Marzo-Aprile, in un terreno ricco e profondo. Vegeta in posizioni riparate dai venti freddi ed il sole non troppo diretto. D'inverno va protetta con fogli di plastica trasparente lasciando aperture in alto ed in basso per far passare l'aria.
Si moltiplica per talee semi-legnose in Agosto-Settembre, o per talee radicali in Giugno-Luglio. I fiori non hanno profumo.






2. La Hydrangea macrophylla, che è un cespuglio con grappoli di fiori dai vari colori. Fiorisce da Aprile a Settembre. Teme le gelate.
Necessita di terreno acido, leggera ombra e umidità costante.
Si moltiplica per talea in Luglio-Settembre cimando le talee sopra due coppie di foglie.

lunedì 11 aprile 2011

Le Dalie



La luminosità, la complessa forma dei fiori e il ricco fogliame della dalia conferiscono al giardino, negli ultimi mesi dell'estate, un tocco di colore esotico.

StoriaPianta originaria del Messico, era conosciuta dagli Aztechi e fu descritta per la prima volta alla fine del XVI sec. dai viaggiatori europei in America. Probabilmente introdotta in Europa dagli Spagnoli, era in verità molto diversa da quella che conosciamo ai giorni nostri.

Caratteristiche
La Dalia abbisogna di un terreno ricco, di annaffiature costanti e di regolari concimazioni.

Le Dalie fioriscono dalla fine di Luglio fino al tardo autunno, quando arrivano i primi geli.

Vi sono 2 tipi principali di Dalie: le annuali, propagate per seme e usate nelle aiuole, e le tuberose, che vengono coltivate da sole.

Preferibilmente vanno coltivate per conto loro in aiuole bene esposte al sole, ma possono anche essere utlizzate nelle bordure insieme a piante erbacee.


Cure
La distanza da lasciare tra le dalie dipende dalla loro altezza.
Le varietà di Dalie da aiuola si piantano in gruppi di 5-7 lungo il perimetro delle bordure, oppure in una aiuola formata da una o più varietà.
Se si vogliono piantare diversi tipi di Dalie in un'aiuola, la migliore disposizione consiste nel formare gruppi di tre a triangolo. L'importante è lasciare tra le piante uno spazio sufficiente per poter svolgere tutte le operazioni per la manutenzione delle aiuole.
Alla fine della stagione e al termine della fioritura, le piante possono esssere lasciate in loco finchè il gelo on abbia fatto diventare scure le foglie. Ciò non vale per le Dalie di particolare pregio, che vanno asportate dal terreno e riposte in vasi adeguati in serra.

In primavera si possono già trovare dal vivaio le giovani piante di Dalia, che possono essere lasciate lasciate in vaso finchè le temperature all'aperto non sono elevate.
Trapiantarle poi in maggio, quando non sussiste alcun rischio di gelate. Preparare il terriccio con un cesto di torba e 4 di cucchiai di fertilizzante organico al alto titolo di azoto. Inserire un robusto tutore nei pressi del punto dove andranno collocate le Dalie.
Bagnare le Dalie al momento del trapianto, inserire un pò di terriccio nella buca, sfilarle dal vaso e collocarle in una buca abbastanza larga da farvi stare la pianta con tutte le radici. Attenzione a non danneggiare le radici.

Subito dopo la piantaggione non si deve irrigare eccessivamente. Annaffiare abbondantemente invece quando si avvicina il periodo della fioritura, e se la stagione è particolarmente secca.

Quando le piante sono alte almeno 30 cm, disporre intorno alla pianta, ma non a contatto con il fusto, uno strato di 3cm di pacciamatura, che può essere formata da erba tagliata o stallatico. Questo servirà a tenere a bada le erbacce. Poi innaffiare. Rimuovere sempre con cura le erbe infestanti.

giovedì 7 aprile 2011

I Girasoli


Il Girasole, il cui nome scientifico è Helianthus, è considerato, con una buona ragione di causa, il Gigante del giardino, sia per il diametro dei fiori (25-30 cm), che per l'altezza della pianta che può raggiungere i 3m.

Si semina in cassone o direttamente in terra, tra marzo e aprile, inserendo 2-3 semi per buca, e conservando poi solo la pianta più bella.



Si può moltiplicare anche per divisione in Ottobre o Aprile.

I Girasoli vanno piantati in un terreno fertile e ben drenato, esposto in pieno sole. Con la crescita le piante vanno sostenute con robusti tutori. Spuntare gli steli fiorali appassiti e poi tagliarli, in autunno, a livello del suolo.

mercoledì 6 aprile 2011

Le fresie



Sono dei dolcissimi e profumatissimi fiori provenienti dall'Africa. La pianta originaria è di colore giallo, ma gli ibridi sono di moltissime sfumature di colore.

Fioriscono da Dicembre a Marzo e devono essere coltivati ad una temperatura minima di 7°C. I bulbi devono essere messi a dimora in autunno in vasi collocati in zone dove la temperatura non scenda mai sotto i 3°C. Nelle altre zone vanno collocati in serre e protetti con pacciamatura.

Quando sono uscite le foglie vanno collocate in luoghi soleggiati e sempre al riparo dalle gelate. Vanno innaffiate quando la terra e asciutta.

Quando le foglie iniziano ad appassire sospendere le innaffiature.

Si moltiplicano tramite i bulbilli tra Luglio e Agosto, o per semina tra Gennaio e Marzo con una temperatura di almeno 18°C.

martedì 5 aprile 2011

La Regina dei fiori: La Rosa


La regina dei fiori comprende centinaia di esemplari.


Rosa gallica

Reperti fossili attestano che la sosa comparve sul nostro pianeta prima dell'uomo. Durante la sua evoluzione ha spesso cambiato forma e portamento.

Le rose spontatanee sono le specie fondamentali, e di esse se ne conoscono oltre 150 specie.

Rosa gallica


Salvo alcune eccezioni, crescono e producono fiori semplici, ciascuno con 5 petali disposti a spirale, ma attraverso i secoli la coltivazione delle rose per ottenere fiori doppi si è talmente sviluppata e perfezionata da dar vita a specie e varietà che hanno quasi completamente perso tutte le caratteristiche fiorali primitive.

Tra le specie primitive, la rosa gallica è ritenuta la progenitrice di tutte le rose da giardino europee. Bellissima e delicatissima, arricchisce spesso i luoghi assolati della nostra meravigliosa macchia mediterranea.

Ci sono rose per ogni tipo giardino. L'unica cosa importante è che siano esposte in pieno sole e che il terreno sia ben lavorato, ricco di humus e di sostanze nutritive.

Per le aiuole sono particolarmente adatte le rose a bassa vegetazione, perchè durante l'intero anno producono in continuazione giori semplici e doppi.

Le rose con fiori grandi è meglio piantarle singolarmente, in modo che possano raggiungere un pieno sviluppo.

Le rose rampicanti vanno piantate alla base di pilastri o pergole o muri.

Quìdi seguito sono elencati i più comuni problemi riscontrati nella coltivazione delle Rose e relative cure.

Per altre informazioni o richieste postate pure un commento. Vi risponderò con piacere...

lunedì 4 aprile 2011

Il ficus

Il segreto per coltivare queste, ma anche tutte le altre, piante da appartamento, consiste nel fare in modo che trovino nell'ambito della nostra casa l'angolo con le condizioni adatte di luce, calore e umidità.

In particolare il Ficus va sistemato in una stanza abbastanza calda, vicino ad una finestra dove non arrivi il sole diretto.
La temperatura
minima deve essere almeno di 10°C. La moltiplicazione avviene per talee apicali o margotte aeree in estate.

Per una maggiore durata e sviluppo delle piante bisogna:

* Evitare correnti d'aria.
* Tenere umido in inverno e innaffiare molto bene in estate.
* Saltuariamente spruzzare e conservare umidità ambientale in ogni periodo dell'anno.
* Lavare ogni tanto le foglie con una spugna.

domenica 3 aprile 2011

Le orchidee Tropicali ed Italiane

Queste bellissime e coloratissime piante sono tra le più rappresentate sulla faccia del nostro meraviglioso pianeta.

Dactyloriza Insularis
Ne esistono infatti oltre 20.000 specie, di cui la maggior parte cresce nelle zone tropicali.
Pochi sanno, però, che esistono bellissime orchidee anche in Europa e in Italia, dove crescono spontanee nei nostri campi e nei boschi.
 A volte non sono così grandi e appariscenti come quelle tropicali, ma alcune tolgono il fiato per la loro bellezza e particolarità.



Orchis ustulata
In merito voglio consigliarvi di andare a vedere questo sito ricco di foto stupende delle nostre zone: Le orchidee del centro Italia

Orchis Italica


Cipripedium Calceolus
Non c'è bisogno che vi dica quanto sono stupende perchè lo vedete da voi.

Se vogliamo coltivare le orchidee in casa, però, dobbiamo ricorrere alle specie extraeuropee, dandogli condizioni ambientali più simili possibili a quelle naturali.
Per questo non è affatto facile coltivarle, ci vogliono molte attenzioni e precauzioni. La maggior parte va coltivata in serra ma in questo sito troverete numerosi consigli:

Guida alla coltivazione delle orchidee

Se volete altre informazioni o consigli chiedete pure, quì non mi dilungo oltre perchè mi ci vorrebbero 100 articoli per parlare di tutte le particolarità e necessità di queste meravigliose piante.

giovedì 31 marzo 2011

Le Felci: Come moltiplicarle

La moltiplicazione delle felci può essere fatta con 4 metodi diversi.

1. Per divisione. Usato per le felci cespitose e per quelle con rizoma stolonifero.



2. Moltiplicazione mediante la "base delle fronde".


 
3. Moltiplicazione tramite i bulbilli.


 

4. Moltiplicazione per mezzo delle spore.


a. Per prima cosa raccogliere le spore inserendo le fronde in fogli di carta bianca e lasciandocele per una settimana: le spore si presentano come una polvere impalpabile.                                                                                                    b. Setacciare il terriccio e metterlo in un germinatoio mettendo sotto la parte più grossa del  terriccio.                                                                                                         c. Coprire con un foglio di carta e versarvi sopra acqua bollente per sterilizzare.                                                                                                   d. Spargere le spore sul terriccio e coprire il vaso con una lastra di vetro.        e. Bagnare immergendo il vaso in permanganato di potassio.                             f. Dopo 6 mesi si iniziano a sviluppare i protalli (primo stadio).                         g. Dopo altri 6 mesi trapiantare le felci, che ormai sono troppo grandi per il germinatoio, in una seminiera, pressando con le dita il terreno attorno alle piantine.                                                                                                          h. Disporre una copertura trasparente e tenere in luogo fresco per 6 settimane.  
 i. Quando le felci si sono irrobustite trapiantarle in vasi di 6cm di diametro, e coprire il terriccio con ghiaia.                                                                         
 l. Dopo circa 2 mesi le piantine possono essere messe a dimora.                 


martedì 29 marzo 2011

Le felci: come curarle


Innaffiatura, concimazione e cure generali

Una volta attecchite, le felci innaffiate solo se il terreno diventa secco e nei periodi molto caldi.

Dopo la messa a dimora delle piante, coprire l'intera superficie con 2 cm di foglie decomposte o torba, per conservare la giusta umidità del terreno. Questa operazione va ripetuta in Primavera e in Autunno insieme a del perfosfato d'ossa sterilizzato.

Le erbe infestanti devono essere asportate con le mani per evitare di rompere le radici molto delicate delle Felci.

Ogni primavera vanno asportate con forbici molto affilate le fronde essiccate il più vicino possibile al colletto.

Quì di seguito troverete la lista degli incovenienti più ricorrenti.

Sintomi
Cause
Cure
Fronde cadenti o appassite durante i periodi caldi e asciutti
Larve che attaccano le radici
Spruzzare sul terreno attorno alle piante un geodisinfestante.
Foglie rosicchiate, soprattutto  le giovani non ancora schiuse
Chiocciole o lumache
Spruzzare un repellente per lumache, preferibilmente quando le giovani foglie non si sono ancora schiuse.
Fronde giovani rosicchiate attorno ai bordi
Larve di insetti
Spargere insetticida sistemico sul tereno vicino alle felci, non sulle foglie.
Striature bruno scuro o macchie o addirittura morte delle fronde
Anguillule
Non esiste una cura efficace. Le piante colpite devono essere asportate e bruciate
Macchie viscose a volte ricoperte da muffa; in qualche caso, fronde distorte
Afidi
Spruzzare con esteri fosforici.

lunedì 28 marzo 2011

Le felci



Le Felci sono piante antichissime, apparse sulla terra circa 400 milioni di anni fa. Oggi nel mondo si contano oltre 10.000 specie. In Italia crescono spontaneamente nelle regioni inc ui l'elevato tasso di umidità garantisce il clima giusto per l'impollinazione.

Le felci sono ideali per decorare gli angoli del giardino poco esposti al sole, in cui poche altre piante sarebbero in grado di sopravvivere. Possono essere accostate a piante da fiore come le primule.

Devono essere coltivate distanziate, gli spazi  intermedi possono essere colmati con piante tappezzanti o a bassa crescita.
Crescono in tutti i terreni tranne che in quelli scarsamente drenati. I periodi più adatti per piantare le felci sono l'autunno e la primavera.

Al fine della coltivazione, le felci si dividono in 3 gruppi: cespitose (felci maschio e femmina), con rizoma stolonifero e del tipo asplenium.

Le Cespitose hanno le fronde che emergono da un fascio di radici formanti una specie di corona. Nel trapianto per prima cosa bisogna asportare della base tutte le fronde vecchie e legnose. Scavare una buca che contenga l'intero sistema radicale, collocarvi la piante e riempire lo scavo in modo che il colletto sia a livello della superficie del terreno, indi pressare con i piedi.

Le felci dal rizoma stolonifero di solito producono le fronde dal rizoma senza formare una corona. Per piantarle, scavare con una forca una depressione poco profonda, disporvi il rixoma e riempire lo scavo con terra, pressandola infine con le dita.

Per effettuare la piantaggione delle felci del tipo asplenium, rimuovere una pietra dal muro o dal giardino roccioso. Mettere la felce nel buco creatosi, coprire le radici con molte foglie decomposte e rimettere al suo posto la pietra.



domenica 27 marzo 2011

Pelosetti arruffati? Ecco i consigli per togliere i nodi.


Quanta pena ogni volta che dobbiamo pettinarlo, soprattutto per togliere tutti quei fastidiosissimi nodi.
Quì di seguito vi darò alcuni semplici consigli.

1. Tagliare i nodi in senso verticale invece che orizzontale, partendo dalla base della ciocca verso l'esterno. In questo modo non farete dei buchi nel pelo. Mi raccomando di usare forbici molto affilate ma con la punta arrotondata.

2. Quando arrivate ai nodi  più piccoli apriteli con le dita, poi pettinateli con un pettine di filo metallico.

3. Cospargete il pelo con uno spray alle proteine di lanolina, lasciate agire per 10 minuti, poi procedete alla toilette.

4. Non dimenticate le ciocche annodate fra le dita, molto fastidiose per il nostro amico.

giovedì 24 marzo 2011

Problema di zecche


Un altro fastidiso animaletto di cui dobbiamo ancora capirne l'utilità, è la zecca.
Succhiano il sangue, spargono in giro virus e tossine, e sono tremende da togliere.
Però sono più facili da tenere sotto controllo delle pulci.


Anche questo piccolo insetto può infestare i nostri tesorini e causargli non pochi disturbi. Quì di seguito vi dò un paio di suggerimenti in merito.

1. Dopo ogni passeggiata pettinatelo con un fine in metallo, vi permetterà di eliminare le zecche non ancora attaccate.

2. Tiratela fuori con delicatezza, prendendo la zecca con le dita (usando magari un guanto usa e getta) il più vicino possibile alla pelle dell'animale, fatela ruotare e tirate senza strappi. Qualcuno consiglia di addormentarla con alcool, ma è stato dimostrato che, quando si addormenta, la zecca morde rilasciando i batteri presenti nella saliva.

3. Fategli un bel bagno zecchicida. In commercio ne esistono diversi, e spesso sono anche antipulci.

mercoledì 23 marzo 2011

Cane puzzolente? Un rimedio c'è


Che tenero vero?

Questo fino a che non ci scontriamo con alcuni piccoli inconvenienti come la puzza, ma anche a questo esistono dei piccoli trucchi e rimedi semplici da usare.

Il mio rimedio preferito è questo.

Preparate un barattolo, o una bacinella in base alla grandezza del vostro cucciolo, con una soluzione di acqua e aceto al 50%. Immergetevi una spugna e fate una bella doccia al al vostro tesorino bagnandolo dal muso alla coda.

Un buon risultato si raggiunge anche con una soluzione di  acqua, limone e bicarbonato in parti uguali.

Il nostro pelosetto rimarrà profumato per almeno una settimana, se non si fa bagni.

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